Questa mattina - in occasione dell'assemblea di Ds, Margherita, Sdi, Repubblicani europei, riuniti per la nascita ufficiale della Federazione dell'Ulivo - una delegazione dei Radicali, guidata da Emma Bonino, Daniele Capezzone e Marco Cappato, si è posta davanti all'ingresso del teatro Brancaccio con cartelli su cui era scritto «Siamo tutti Luca Coscioni». «Per noi la situazione è ancora aperta e non consideriamo la trattativa chiusa», ha commentato Daniele Capezzone.
«Tentiamo fino all'ultimo di avere Liste Coscioni all'interno dell'Unione. Nel centrosinistra ci sono molti partiti che sono d'accordo e la nostra con loro non è una vicinanza a freddo, anche se c'è il partito del Vaticano che pone veti che possono e devono essere superati». E' il messaggio che Emma Bonino lancia al centrosinistra. «Stiamo completando le liste in tutte le 84 province con grande sostegno di medici, scienziati e malati... Continuiamo i dialogo con L'Unione, non ci diamo per vinti che una parte minoritaria possa mettere il veto cercando di far saltare» l'ipotesi dell'ospitalità di liste radicali. Un veto che «crea molto disagio a molti dei componenti della Fed con cui abbiamo raccolto le firme per i referendum. Con alcuni si parla seduti in una stanza, con altri, quando è più difficile, in questo modo, anche perché è un dialogo che deve coinvolgere l'opinione pubblica, non è solamente tra vertici».
Il veto alla denominazione delle lista "Luca Coscioni" - osserva la leader radicale - è l'espressione di una dato intollerante, ma non ci rassegnamo e cerchiamo di dare forza a coloro che all'interno della Fed sono sulle nostre stesse posizioni». La classe politica, denuncia Bonino, è «genuflessa» di fronte alle gerarchie vaticane, che non rappresentanto neanche tutti i cattolici, e questo «consente alle gerarchie di essere più invasive». Una classe politica che «confonde credenti con votanti e rischia di addormentare questo Paese».